2 febbraio 2019

Costi ecosistemici, coinvolta la Val Marecchia

Quali benefici, materiali e immateriali (ovvero culturali, estetici, sociali, ricreativi) godiamo oggi grazie all’acqua? Quali rischi di minore qualità e minore disponibilità di acqua si possono verificare a medio-breve termine, anche alla luce dei cambiamenti climatici e del depauperamento ambientale dei territori? Come possiamo prevenire e contrastare questi rischi attraverso la quantificazione dei costi ambientali dell’uso idrico e l’individuazione di sistemi di pagamento per recuperare tali costi? Come valutiamo e misuriamo economicamente le opportunità presenti connesse alle funzioni naturali ecosistemiche ed al loro mantenimento, qualora un loro uso intensivo compromettesse o alterasse in maniera irreversibile, in futuro, la loro intrinseca funzionalità e qualità?

Questi i quesiti alla base del workshop di co-progettazione che è stato organizzato da Romagna Acque alla Biblioteca Baldini di Santarcangelo, in collaborazione con i Comuni di Rimini, Poggio Torriana, Santarcangelo di Romagna, Verucchio, e con l’Unione dei Comuni della Valmarecchia e il Piano Strategico di Rimini e del suo territorio.

Il workshop – aperto dal presidente di Romagna Acque, Tonino Bernabè, e partecipato da una trentina di stakeholder territoriali - è uno dei momenti di co-progettazione previsti nell’ambito dello studio che Romagna Acque ha affidato ad un Consorzio composto dall’Istituto di Management della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, dall’Università Carlo Bo di Urbino e dal Centro Studi e Ricerche REF di Milano.

Obiettivo di questo innovativo e sfidante studio è proprio l’identificazione del valore ambientale della risorsa idrica a livello locale: “un tema complesso per affrontare il quale occorre, oltre che attivare indagini scientifiche, confrontarsi con un ampio bacino di stakeholders che spaziano dagli amministratori agli operatori economici, dagli esperti fino agli stessi cittadini”, come afferma lo stesso Bernabé.

Il workshop di Santarcangelo, dedicato in particolare al bacino del Marecchia, è stato il primo momento di confronto organizzato in Romagna: cui faranno seguito nelle prossime settimane altri tre seminari di co-progettazione che si terranno nei territori della Val Conca, del ravennate e del forlivese.

Il progetto prevede, inoltre, un rilevamento più allargato presso i cittadini romagnoli – anche mediante apposite interviste dedicate – al fine di comprendere la sensibilità su un tema che impatta evidentemente non solo sul nostro presente ma anche sulle generazioni prossime e future.

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