contenuto d1ella pagina:
L'impianto di potabilizzazione è situato a pochi chilometri a valle del bacino, ad appena 2 km da Santa Sofia, in località Capaccio, circondato da uno splendido parco attrezzato con giochi per i bimbi e un "percorso vita".
All'ingresso è posta una fontana in bronzo, monumento dedicato a ricordo dei caduti durante i lavori di costruzione della Diga di Ridracoli e dell'acquedotto, realizzata dallo scultore Francesco Somaini.
L'impianto è in grado di garantire una portata nominale di 3.000 l/s ed una portata di punta di 3.600 l/s con i valori normali di torbidità in arrivo e trattare, a portata ridotta, acqua con valori di torbidità superiore a 250/300 NTU, con caratteristiche dell'acqua potabilizzata conformi ai requisiti richiesti dalle vigenti norme in materia di qualità delle acque destinate al consumo umano.
Arrivo acqua greggia ed ossidazione
L'acqua proveniente dall'invaso di Ridracoli, dopo avere azionato il gruppo idroelettrico presente nella centrale ENEL di Isola, giunge in due vasche della capacità complessiva di 20.000 metri cubi, dove è sottoposta ad ossidazione - impiegando biossido di cloro o permangato di potassio in relazione alle caratteristiche della stessa - al fne di favorire le fasi successive del trattamento in potabilizzazione e quindi conseguire un'efficace rimozione della sostanza organica, della torbidità, delle presenze individuate di ferro e manganese.
In alcuni periodi dell'anno, in relazione alle caratteristiche dell'acqua in ingresso, si rende necessario procedere alla correzione del PH dosando acido cloridrico in fase di preclorazione, per favorire le successive fasi.
Regolazione della portata
Dal torrino piezometrico si dipartono due tubazioni del diametro di 1.200 mm che alimentano le due linee parallele da 1.500 l/s su cui è articolato l'impianto.
La regolazione della portata è effettuata tramite valvole a farfalla e misuratori di portata tipo Venturi.
I livelli possibili di portata di alimentazione vengono modulati dalle valvole motorizzate che lavorano o sulla base di portata impostata o sulla regolazione del livello della vasca finale di accumulo di acqua trattata.
Una ulteriore suddivisione di ogni linea in due sottolinee consente all'impianto di seguire con la massima elasticità variazioni di portata da 400 a 3.600 l/s.
Preclorazione e condizionamento chimico
In questa fase si prevede l'immissione, su ogni sottolinea, di flocculante (policloruro di alluminio), di un coadiuvante di flocculazione (polielettrolita cationico) e, nel caso in cui la pendente ossidazione sia effettuata mediante biossido di cloro, cloruro ferroso al fine di rimuovere lo ione clorito generato come sottoprodotto dal biossido di cloro.
Il flocculante ed il cloruro ferroso vengono dosati attraverso pompe a pistone.
Il coadiuvante viene appositamente preparato in soluzione mediante dissolutori e dosato con pompe a pistone. Il coadiuvante può essere anche immesso direttamente nei chiariflocculatori.
La preclorazione viene garantita da 4 centraline da 2 kg/h, 2 per linea, che producono biossido di cloro preparato sul posto con una reazione fra clorito sodico e acido cloridrico.
La fase di condizionamento chimico e preclorazione rimane suddivisa in quattro linee parallele e la ripartizione della portata a ciascun chiariflocculatore è ottenuta per mezzo di paratoie motorizzate e comandate dal calcolatore.
Il dosaggio di tutti i reattivi e degli sterilizzanti in questa fase è proporzionale alla portata in ingresso alla preclorazione.
La proporzionalità tra segnale e dosaggio è gestita dal calcolatore, previa impostazione della stessa.
Ogni linea rimane suddivisa a sua volta in due camere, la prima delle quali provvista di un dispositivo di aerazione a bolle, onde ottenere una perfetta miscelazione.
Chiariflocculazione
Il trattamento di chiariflocculazione dell'acqua viene effettuato in 4 chiariflocculatori Cyclofloc (vedi foto a fianco). Nel processo Cyclofloc, oltre ai reagenti già citati, viene introdotta nell'acqua greggia anche microsabbia di granulometria 20-100µm che agisce come innesco di coagulazione e come zavorra per le materie coagulate, accelerandone notevolmente la sedimentazione e aumentando la superficie di reazione. Questo processo facilita la flocculazione anche in acque fredde.
La microsabbia viene immessa all'arrivo dell'acqua flocculata al fine di favorire la perfetta distribuzione della stessa nel fluido.
La particolare configurazione geometrica dell'apparecchiatura fa si che l'acqua, all'arrivo, descriva un movimento discendente durante il quale la microsabbia si agglomera con il materiale in sospensione, trascinandolo velocemente verso il fondo del manufatto, mentre l'acqua chiarificata viene invece raccolta in superficie da tubi, adeguatamente forati e disposti a raggera, e convogliata alla canaletta di alimentazione dei filtri.
Sono stati adottati 4 chiariflocculatori Cyclofloc, aventi un diametro di 27,60 m, una superficie reale di sedimentazione di 415 mq ed un volume utile di 2370 mc cadauno.
Filtrazione
Le batterie filtranti sono costituite da 16 unità alimentabile singolarmente mediante feritoie equipaggiate con clapet di non ritorno. Dopo la filtrazione l'acqua viene inviata, previa sterilizzazione, alla vasca di accumulo finale.
Il funzionamento di ciascun filtro è a “portata costante” e la regolazione del sistema avviene in modo totalmente automatico comandato dal sistema computerizzato di controllo, mediante una valvola a farfalla motorizzata posta sullo scarico dell'acqua filtrata.
Il letto filtrante è costituito da uno strato di sabbia (quarzite) spesso circa un metro e di granulometria 0,7-1,2 mm.
L'acqua della prima fase di controlavaggio dei filtri (contenente la quasi totalità dei fanghi accumulati nel letto filtrante) viene convogliata nella stazione di sollevamento dei fanghi, la restante acqua della seconda fase viene rinviata in testa all'impianto.
Disinfezione
L'acqua filtrata viene sottoposta a disinfezione con biossido di cloro oppure con ipoclorito di sodio, in relazione alle condizioni generali di funzionamento dell’Acquedotto della Romagna, aggiunto in linea prima dell'ingresso nell'accumulo finale. Il dosaggio è effettuato proporzionalmente alla portata dell'acqua filtrata con il controllo del cloro residuo nella vasca di accumulo a mezzo del calcolatore di processo.
In alcuni periodi dell’anno, in relazione alle caratteristiche dell’acqua trattata, può essere necessario immettere idrossido di sodio per garantire all’acqua diluita valori dell’Indice di Aggressività (I.A.) previsti dalle norme. L’immissione viene effettuata in uscita dall’accumulo.
Accumulo finale
Per l'accumulo dell'acqua trattata è stata costruita una vasca avente volume utile totale di 10.237 mc, dei quali 1.234 vengono tenuti costantemente (tramite stramazzi) a disposizione per il lavaggio dei filtri, qualunque sia il livello della vasca di accumulo.
Trattamento fanghi
I fanghi separati nelle fasi di chiariflocculazione e filtrazione sono avviati alla vasca di raccolta scarichi e da questa proseguono fino agli ispessitori ed ai successivi separatori centrifughi. In condizioni persistenti di torbidità superiore ai valori normali, la produzione può essere di 25.000 kg al giorno di fanghi disidratati.
Per il trattamento sono stati costruiti due ispessitori ed installati due separatori centrifughi.
Con questo sistema si riesce a disidratare parzialmente il fango e renderlo palabile con caratteristiche tali da consentirne lo smaltimento presso una discarica di seconda categoria tipo B, oppure il riutilizzo in cementifici come consentito dalle norme vigenti.
L'acqua di risulta viene riciclata in testa all'impianto mediante un procedimento brevettato e costantemente controllato che consente il pieno mantenimento dell'elevata qualità dell'acqua di Ridracoli.
Laboratorio chimico
L'impianto è dotato di un laboratorio interno gestionale per il controllo dei servizi essenziali del ciclo dell'acqua.
Nel laboratorio, fornito di moderne apparecchiature, vengono controllate le varie fasi del processo, le caratteristiche dell'acqua potabilizzata e vengono pure analizzati i campioni di acqua prelevati sistematicamente ai punti di consegna ai Comuni.
Complessivamente vengono effettuate quasi 50.000 determinazioni su 5.000 campioni, ogni anno.