Diga di Ridracoli in costruzione

Nell'alto Appennino tosco-romagnolo, in uno straordinario scenario di montagna e foreste, lungo il corso del fiume Bidente, s'innalza, al servizio dell'Acquedotto della Romagna, la diga di Ridracoli.

Questa grande opera d'ingegneria italiana, i cui lavori sono iniziati nel 1975, dopo 13 anni di studi, è stata completata nel 1982.
Un esempio di intervento altamente tecnologico che ha saputo integrarsi perfettamente nell'ecosistema esistente, nel pieno rispetto della natura.

La diga ad arco ha un'altezza di 103,5 m. e una lunghezza di 432 m.
Il lago a cui da vita ha una superficie di 1,035 kmq, l'invaso una capienza di 33 milioni di mc di acqua di alta qualità.
Infatti il lago di Ridracoli si trova all'interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, in una zona di elevato valore naturalistico, priva di insediamenti umani e produttivi.

Ubicazione dell'opera

Dei tre sbarramenti che la Società, fin dalla sua costituzione, aveva in programma - di Montefiorito sul fiume Conca, di Montecastello sul Savio, di Ridracoli sul Bidente -  quest'ultimo certamente si presentava di più facile realizzazione per l'eccezionale contemporanea presenza delle seguenti caratteristiche:

  • la posizione centrale e dominante dell'area da servire;
  • la morfologia e struttura geologica caratterizzata da grande impermeabilità, tale da assicurare il contenimento del prefissato accumulo di oltre 30 milioni di mc d'acqua;
  • la totale assenza di abitazioni, strade manufatti nell'area dell'invaso;
  • l'assenza in tutti i bacini derivabili di insediamenti produttivi, fonte di possibili inquinamenti;
  • la composizione chimica e la temperatura, che rendono l'acqua particolarmente idonea all'uso potabile;
  • la pressoché totale copertura dei bacini da boschi cedui e d'alto fusto che, riducendo l'apporto solido, assicura un lungo periodo di alta efficienza dell'investimento.
Caratteristiche dell'invaso
Superficie del bacino diretto 36,90 Kmq
Livello di massima ritenuta normale 557,30 m s.l.m.
Livello di massima piena 559,60 m s.l.m.
Livello di svaso di esaurimento 480,00 m.s.l.m.
Volume totale d’invaso 33,06x10mc
Volume del corpo diga in calcestruzzo 600,000mc
Superficie dello specchio liquido 1,035 Kmq
Totale apporto solido medio annuo calcolato in sede di progetto 42.600 mc
Tempo necessario per lo svuotamento rapido 42,6 ore

Idrologia

Il progetto originario dell'impianto prevedeva di utilizzare gli apporti del bacino diretto e dei due bacini contigui: in sinistra dal Bidente di Corniolo e in destra dal Bidente di Strabatenza (o Pietrapazza).
In seguito, sia per lievi spostamenti nel posizionamento della diga, sia per la rinuncia a realizzare alcune opere di presa su piccoli affluenti del Bidente di Corniolo e a seguito della sostituzione delle derivazioni previste dall'originario progetto, sul Bidente di Strabatenza, con quelle sul torrente Fiumicello, affluente di destra del fiume Rabbi, la superficie complessiva dei bacini risulta di Kmq 87,51 (bacino diretto Kmq 36,90; canali di gronda: Rio Bacine Kmq 2,31; Bidente di Campigna kmq 19,67; Bidente di Celle kmq 14,16; Torrente di Fiumicello kmq 14,50).
Sulla base delle statistiche idrologiche elaborate in sede di progetto, il volume derivabile potrebbe superare 80 milioni di metri cubi - ma la concessione è per 63 - volume che consente, mediante una intelligente gestione integrata con le altre risorse locali disponibili, sia sotterranee che di superficie, di raggiungere due obiettivi di grande rilevanza: la garanzia del rifornimento idropotabile anche a quei centri privi di risorse idonee ed il contenimento degli emungimenti dalle falde, causa prima del grave fenomeno della subsidenza.
Dall'analisi dei dati idrologici risulta inoltre che gli afflussi più copiosi e di maggiore intensità si manifestano normalmente tra ottobre e aprile e che, anche in periodi di grande e perdurante siccità, come quella verificatasi proprio all'inizio del suo funzionamento (nel triennio 1988-90) e più di recente nelle estati 2002 e 2007, il volume annuo ricavabile dall'Acquedotto di Romagna difficilmente scende  sotto i 42 milioni di metri cubi.

Geologia

L'intera area dei bacini, dal crinale fin oltre le zone interessate dalle opere di sbarramento e derivazione, è caratterizzata dalla formazione "marnoso-arenacea", che presenta uno spessore di oltre 5.000 metri. Essa è costituita da un'alternanza di strati di arenarie e di marne, di spessori variabili da pochi centimetri ad oltre 5 metri, fortemente cementati da legante carbonatico. Durante la fase di progetto, per accertare la continuità della massa rocciosa e la successione stratigrafica, sono stati eseguiti numerosi sondaggi con prelievo di campioni indisturbati che hanno consentito di acquisire tutte le informazioni necessarie per la realizzazione di un'opera di così rilevante importanza. In questa fase è stata difatti individuata, sulla sponda sinistra, l'esistenza di una faglia le cui caratteristiche particolari sono poi state rilevate mediante lo scavo di un apposito cunicolo, entro il quale sono state eseguite tutte le opere necessarie di impermeabilizzazione e consolidamento.

Opere di scarico

Le opere di scarico comprendono: uno scarico di superficie, uno scarico di mezzo fondo ed uno di esaurimento. Lo scarico di superficie è costituito da otto luci di 14 metri ciascuna che consentono la tracimazione dal coronamento della diga.
Al piede della zona centrale della struttura è collocato il bacino di smorzamento, delimitato da una traversa di contenimento dell'altezza di 14 metri, sufficiente per smorzare l'energia di eventi di massima piena della portata fino a 600 metri cubi al secondo.
Lo scarico di mezzofondo, costituito da una galleria sotto la spalla sinistra, con imbocco a quota 505,80, consente di smaltire portate fino a 130 mc/s, manovrando due paratoie piane di dimensione di metri 2x2,50.

A valle della galleria un canale fugatore a scivolo convoglia le acque da scaricare sino al sottostante alveo del Bidente di Ridracoli.
Lo scarico di fondo, utilizzato come canale deviatore durante la costruzione, è costituito da una galleria di circa 300 metri, con imbocco a pozzo a quota 480 m s.l.m., capace di smaltire nell'alveo del fiume, a valle della diga, portate fino a 170 mc/s.
Lo scarico di esaurimento del diametro di m 1,60, inserito nel pulvino a quota 468 metri s.l.m., scarica direttamente nel bacino di smorzamento.
Tutti gli scarichi sono muniti di doppi organi di chiusura costituiti da due saracinesche in serie con comandi oleodinamici. L'azionamento programmato degli organi di chiusura consente di vuotare interamente l'invaso in meno di 43 ore, come prescritto dall'autorità militare.

Opere di presa

L'opera di presa è situata in sponda destra ed è realizzata con due imbocchi del diametro di metri 2,30, dislocati a quote diverse per una captazione indipendente, al fine di derivare le acque nelle migliori condizioni di temperatura e di torbidità. Gli imbocchi convergono tramite due tronchi di galleria in un pozzo di circa 130 metri di profondità, in cui sono collocate le doppie paratoie di comando. Il pozzo è collegato con la galleria di derivazione che si sviluppa per oltre 7.000 metri.

Sistema di controllo e sicurezza

Per controllare il comportamento della struttura e della roccia di fondazione, durante la costruzione nel corpo della diga, sono stati installati numerosi strumenti per la misura delle temperature, delle tensioni interne, degli spostamenti, delle permeazioni, delle sottopressioni e delle pressioni interstiziali.
Sono inoltre in funzione strumenti di misura dei livelli d'invaso e, mediante un sistema di sorveglianza sismica, sono registrate informazioni relative ai fenomeni microsismici e macrosismici del corpo diga, delle fondazioni e della roccia d'imposta, mentre, mediante accelerometri, viene eseguito il controllo dinamico della struttura. Le più significative di tali misure, quelle cioè sufficienti a cogliere la più piccola anomalia nel comportamento dell'intera struttura, vengono costantemente registrate mediante un sistema computerizzato installato nella casa di guardia.
Tale sistema è in grado di confrontare in tempo reale il comportamento rilevato con quello previsto da un modello matematico che tiene conto del livello di invaso e dell'effetto delle temperature, oltre alla situazione prima e immediatamente dopo il verificarsi di un evento sismico di un certo livello.
E’ inoltre presente un sistema interpretativo denominato "MISTRAL" per l'analisi in tempo reale delle segnalazioni fornite dal sistema automatico di monitoraggio della diga.

Questo sistema permette l'interpretazione complessiva dell'insieme dei singoli controlli svolti dal sistema di monitoraggio, operando come classificatore delle anomalie sulla base del comportamento strutturale dell'opera; la procedura permette quindi di assistere i responsabili del controllo segnalando loro le reali situazioni di interesse.
Ciò consente di adottare, da parte del personale, sempre presente sul posto, gli interventi necessari per garantire in ogni momento la sicurezza dell'opera e delle popolazioni a valle.