Produrre energia elettrica da fonte rinnovabile

I principi su cui basare le scelte strategiche in campo energetico di una comunità dovrebbero ricondursi sostanzialmente al perseguimento di obiettivi quali:
  • l’uso razionale dell’energia al fine di conseguire il maggiore risparmio energetico possibile;
  • l’impiego di fonti rinnovabili.
 
Alla luce di queste considerazioni, Romagna Acque ha da tempo avviato un piano di investimenti volto a garantire un aumento della quota di autoproduzione energetica da fonti rinnovabili, al fine di conseguire un miglioramento della sostenibilità ambientale nella produzione idrica, e un piano di efficientamento finalizzato all’ottimizzazione dei consumi energetici.
I consumi di energia elettrica rappresentano infatti un aspetto di grande rilevanza economica per il bilancio e ammontano a circa il 50% dei costi complessivi di fornitura. Per questo, la Società, già dal 2014, ha redatto un Piano Energetico con precisi obiettivi di efficientamento e di produzione di energia da fonti rinnovabili.
 
L’energia elettrica prodotta viene utilizzata principalmente per alimentare gli impianti della Società, riducendo quindi i prelievi dalla rete elettrica, mentre l’energia non autoconsumata viene ceduta alla rete elettrica nazionale attraverso convenzioni con il GSE o a libero mercato.

Dipendenza energetica romagna acque


La centrale idroelettrica di Isola 

Nel salto altimetrico tra l’invaso di Ridracoli e le vasche di raccolta a Isola, è posizionata una centrale idroelettrica di proprietà di Enel Green Power S.p.A., costruita sulla base di una convenzione stipulata con l’allora Consorzio Acque, che prevede l’utilizzo del primo salto altimetrico dell’acqua (250 m) per un periodo di 50 anni, fino al 2031. La centrale ha una potenza di 7 MWh e nel 2015 ha prodotto 31.510.398 kWh.


La centrale idroelettrica di Monte Casale

Romagna Acque sfrutta un ulteriore salto altimetrico, pari a circa 100 m, tra l’impianto di potabilizzazione di Capaccio e le vasche di raccolta situate a Monte Casale di Bertinoro, dove ha installato una propria centrale idroelettrica funzionante dal giugno del 2000. La potenza della centrale è di 1 MWh.
 

Le altre centrali, per un totale di 7

Nel 2015, la Società ha messo in funzione altre quattro centrali idroelettriche.
La prima è ubicata in prossimità della Diga di Ridracoli e sfrutta l’apporto idrico costante generato nei confronti del Bidente per mantenere in vita gli ecosistemi del torrente (20 litri al secondo). Si tratta di un impianto di piccole dimensioni, entrato in funzione nel gennaio 2015 e in grado di produrre 85 mila kWh all’anno.
Fra ottobre e dicembre 2015 sono poi entrate in funzione tre centrali sulla rete idropotabile - simili, pur in dimensioni ridotte, a quella di Monte Casale - che sfruttano il salto di pressione per attivare una turbina. I tre impianti hanno una potenza di circa 100 kWh cadauno, hanno una capacità produttiva annua di circa 1.500.000 kWh complessivamente e sono ubicati rispettivamente a Forlì, Cesena e Riccione. Tutte e quattro le centrali hanno già ottenuto gli incentivi GSE.

L'ultima centrale installata è entrata in funzione nel 2017. Si trova in corrispondenza del serbatoio di Faenza e ha una potenza nominale di circa 50kW. Anch'essa ha già ottenuto gli incentivi GSE.
 

Nel 2017 le centrali hanno prodotto complessivamente una quantità di energia pari a 7.987.808 KWH.

 
 
Cartina energetica romagna acque
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Gli impianti fotovoltaici

Nel corso del 2013 la Società ha realizzato complessivamente 7 impianti fotovoltaici, realizzati presso altrettanti impianti di potabilizzazione o serbatoi della rete acquedottistica.. Gli impianti sono tutti entrati in servizio e nel corso del 2017 hanno consentito una produzione pari a 787.493 kWh.
 
Il prossimo Piano Energetico (2019 – 2021) ha in previsione la realizzazione di tre nuovi impianti. Quello più rilevante verrà installato presso il potabilizzatore della Standiana e avrà una potenza di picco pari a circa 800 kWp con una produzione media stimata di circa 1.000.000 kWh. Un altro impianto verrà installato presso la stazione di rilancio di Forlimpopoli (circa 250 kWp) e sarà collegato alla costruzione di un nuovo magazzino; un altro ancora sarà realizzato a Bellaria (circa 100 kWp), in occasione della ristrutturazione del locale che ospita l’impianto di potabilizzazione.

Gli impianti sono stati realizzati quasi interamente sulla copertura di edifici (quali serbatoi o impianti di sollevamento idrico) e quindi senza occupare o sottrarre suoli ad altri usi. L’energia elettrica prodotta viene utilizzata principalmente per alimentare gli impianti della Società, riducendo quindi i prelievi dalla rete elettrica; l’energia in eccesso verrà ceduta alla rete ENEL.

La potenza complessiva di picco degli impianti realizzati è di 656 kw, e si prevede una produzione annua di circa 744.000 kwh. Tale produzione corrisponde al consumo medio annuo di circa 275 famiglie e permetterà di evitare l’emissione di circa 500 tonnellate di anidride carbonica all’anno.

 

Nel dettaglio, ecco alcuni degli impianti realizzati:

Forlì Collina (1° e 2° lotto) realizzato sulla copertura del serbatoio interrato ubicato sulla via delle Caminate, in località Grisignano, con potenza di picco complessiva di 120 kw;

- Forlì Montaspro, realizzato sulla copertura di edifici presso l’impianto di potabilizzazione e sollevamento di via Montaspro a Forlì con potenza di picco di 60 kw;

- Capaccio, realizzato sulla copertura di edifici presso il potabilizzatore di Capaccio di Santa Sofia, con potenza di picco di 195,5 kw;

- Faenza, realizzato sulla copertura del serbatoio interrato di Faenza in via Cornacchia, con potenza di picco di 85 kw;

- Ravenna NIP1, realizzato sulla copertura delle vasche di accumulo del potabilizzatore di Ravenna ubicato in via Bassette, con potenza di picco di 195,5 kw.

In un’ottica di continuo sviluppo e di crescente attenzione al tema energetico, la Società è costantemente impegnata nella verifica della sostenibilità economica della costruzione di altri impianti fotovoltaici e della fattibilità tecnica ed economica della riduzione di consumi di energia primaria e dell’eventuale produzione di energia da fonte rinnovabile quale la cogenerazione.
Lo scopo quindi è quello di verificare la fattibilità tecnica ed economica dell’efficientamento degli impianti, della realizzazione di impianti di cogenerazione di energia elettrica e calore o in alternativa di impianti di riscaldamento/raffrescamento a pompa di calore.