8.4441

campioni analizzati nel 2025

269.822

analisi effettuate nel 2025

Romagna Acque: controlli rigorosi per un’acqua sicura e di qualità

Romagna Acque pone la massima attenzione alla salvaguardia della qualità dell’acqua prodotta dai propri impianti di potabilizzazione, assicurando un sistema di controllo continuo lungo le diverse fasi della filiera: dalla captazione della risorsa al trattamento, fino alla consegna al gestore del Servizio Idrico Integrato.

I laboratori aziendali effettuano controlli rigorosi e frequenti su campioni prelevati in tutti i punti del sistema idrico romagnolo, con l’obiettivo di verificare che l’acqua distribuita sia conforme ai requisiti previsti dalla normativa vigente. Tutta l’acqua prodotta è sottoposta a verifiche analitiche chimico-fisiche e microbiologiche secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo 18/2023 s.m.i., che disciplina la qualità delle acque destinate al consumo umano.

 

Due sedi per un unico obiettivo: qualità, controllo e prevenzione

Il Servizio Laboratorio, Ricerca e Sviluppo opera in due sedi: presso l’impianto di potabilizzazione di Capaccio, a Santa Sofia, e presso la sede di Via Bassette, a Ravenna. Entrambi i laboratori sono dotati di strumentazioni avanzate e sistemi informatici dedicati alla gestione delle attività analitiche, alla tracciabilità dei campioni e all’elaborazione dei risultati.

Il compito principale del Servizio è monitorare in modo sistematico l’intero processo di trattamento e distribuzione dell’acqua potabile, attraverso analisi chimico-fisiche e microbiologiche effettuate su campioni prelevati nelle diverse fasi del processo. Questa attività consente di presidiare la qualità della risorsa, individuare tempestivamente eventuali anomalie e supportare le decisioni operative degli impianti di potabilizzazione.

 

Affidabilità dei dati e miglioramento continuo

Per garantire l’affidabilità dei dati analitici, il Servizio Laboratorio, Ricerca e Sviluppo partecipa regolarmente a circuiti interlaboratorio nazionali e internazionali. Tali programmi consentono di confrontare i risultati ottenuti con quelli di altri laboratori qualificati, verificare la robustezza dei metodi utilizzati e individuare eventuali aree di miglioramento.

La partecipazione a questi circuiti rappresenta uno strumento essenziale per valutare le prestazioni analitiche, rafforzare la competenza tecnica del personale e assicurare risultati accurati, ripetibili e confrontabili. In questo modo, il laboratorio contribuisce al miglioramento continuo del servizio e alla trasparenza delle informazioni sulla qualità dell’acqua distribuita.

  • Verso un laboratorio sempre più sostenibile

In coerenza con il percorso aziendale di sostenibilità, il Servizio Laboratorio, Ricerca e Sviluppo intende rafforzare progressivamente anche il monitoraggio degli impatti ambientali connessi alle attività analitiche, con particolare riferimento all’utilizzo di reagenti e sostanze chimiche, alla produzione di rifiuti e alla gestione in sicurezza delle attività di laboratorio.

Questo approccio consente di valorizzare il laboratorio non solo come presidio tecnico per la qualità dell’acqua, ma anche come processo aziendale orientato all’efficienza, alla prevenzione, alla sicurezza degli operatori e al miglioramento continuo delle prestazioni ambientali.

Ricerca scientifica: un approccio avanzato per anticipare i rischi emergenti

Tra le attività del Servizio Laboratorio, Ricerca e Sviluppo rientra anche la promozione di progetti di ricerca scientifica finalizzati ad approfondire la conoscenza dei fenomeni che possono incidere sulla qualità delle risorse idriche destinate alla potabilizzazione.

Romagna Acque, anche grazie al PNRR, ha finanziato una borsa di dottorato in collaborazione con l’Università di Bologna, Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali – BiGeA, dal titolo: “Approccio chimico e biologico per la valutazione di contaminanti emergenti nelle acque in ingresso, in uscita e in alcuni punti critici della filiera di trattamento dei potabilizzatori di Romagna Acque Società delle Fonti.”

Il progetto riguarda lo studio dei contaminanti emergenti, quali residui di farmaci, interferenti endocrini, bisfenoli, alchilfenoli e altri microinquinanti oggetto di crescente attenzione scientifica e normativa. L’approccio adottato integra analisi chimiche, volte a identificare specifiche sostanze, e test biologici basati sugli effetti, utili a valutare l’eventuale presenza di miscele di contaminanti anche non direttamente ricercate dalle analisi tradizionali.

Nel biennio 2024-2025 sono state svolte campagne di campionamento presso i principali impianti di potabilizzazione e in punti significativi della filiera, includendo acque grezze, acque in fasi intermedie di trattamento e acque in uscita. Specifiche attività sono state dedicate anche alla valutazione degli effetti dell’evento alluvionale del settembre 2024.

I risultati confermano la buona qualità dell’acqua erogata: i test biologici non hanno evidenziato criticità legate ad attività estrogenica o stress ossidativo, mentre le analisi chimiche hanno mostrato, in generale, l’efficacia dei processi di potabilizzazione nella riduzione dei contaminanti emergenti rilevati in ingresso. Gli impianti dotati di trattamenti avanzati con carboni attivi hanno evidenziato le migliori prestazioni, in particolare nella rimozione dei residui farmaceutici.

La ricerca ha inoltre confermato l’importanza di monitorare anche le acque sotterranee, che possono risultare vulnerabili alla presenza in tracce di contaminanti emergenti ricorrenti. Pur non emergendo situazioni di criticità normativa, i risultati rafforzano la necessità di un monitoraggio integrato e continuativo, coerente con l’evoluzione delle direttive europee in materia di qualità delle acque.

La collaborazione con l’Università di Bologna rappresenta quindi un investimento strategico in conoscenza, innovazione e prevenzione. Essa consente a Romagna Acque di anticipare i futuri sviluppi normativi, valutare l’efficacia dei propri trattamenti e rafforzare il proprio impegno per garantire acqua sicura, controllata e di elevata qualità.

 

Monitoraggio avanzato delle risorse idriche: stato trofico e cianobatteri

Nel 2025 sono proseguite le attività di controllo dello stato trofico dell’invaso di Ridracoli, svolte nell’ambito della convenzione sottoscritta da Romagna Acque con la Fondazione Centro Ricerche Marine di Cesenatico. Il monitoraggio, condotto con frequenza mensile nel semestre aprile-settembre 2025, ha interessato due punti significativi dell’invaso: Diga – Centro Invaso e Canale di Gronda, con prelievi lungo la colonna d’acqua, nella zona fotica, nei punti di presa e in prossimità del fondo.

Le attività hanno integrato misure in campo e analisi di laboratorio, coinvolgendo sia la Fondazione Centro Ricerche Marine sia i Laboratori di Romagna Acque. Sono stati monitorati parametri chimico-fisici e biologici quali temperatura, ossigeno disciolto, pH, conducibilità, sali nutritivi, trasparenza, clorofilla a e composizione del fitoplancton.

I risultati confermano condizioni di qualità dell’acqua ottimali. I valori di temperatura, pH e ossigeno disciolto risultano caratteristici di invasi con buona qualità; i fosfati sono sempre inferiori al limite di quantificazione e i valori di clorofilla a sono tipici di acque oligotrofiche.

Il controllo dello stato trofico e dei cianobatteri rappresenta un presidio preventivo essenziale per la tutela della risorsa idrica, la protezione degli ecosistemi acquatici e la sicurezza dell’acqua destinata alla potabilizzazione, soprattutto in un contesto in cui i cambiamenti climatici possono favorire fenomeni di eutrofizzazione e proliferazione algale.

Particolare attenzione è stata dedicata alla componente cianobatterica, poiché alcune specie possono produrre cianotossine, tra cui le microcistine, potenzialmente rilevanti per la qualità delle acque destinate alla potabilizzazione. La proliferazione dei cianobatteri può essere favorita da condizioni ambientali quali aumento della temperatura, stratificazione della colonna d’acqua, disponibilità di nutrienti e fenomeni di eutrofizzazione, tutti aspetti che rendono il monitoraggio particolarmente importante anche in relazione agli effetti dei cambiamenti climatici.

Nel 2025 le Cianoficee hanno mostrato densità estremamente contenute. Le concentrazioni massime sono state rilevate nel mese di agosto in entrambi i siti monitorati, con prevalenza dei generi Aphanocapsa e Dolichospermum, ma con valori ampiamente inferiori alla soglia di allerta indicata dai Rapporti ISTISAN 11/35.

Nell’ambito del monitoraggio delle fonti di approvvigionamento dell’impianto di potabilizzazione Bassette di Ravenna, Romagna Acque ha inoltre proseguito le attività di identificazione, conteggio e quantificazione dei cianobatteri e di ricerca delle microcistine e dei relativi congeneri nelle acque provenienti dal fiume Lamone, dal fiume Reno e dal Canale Emiliano Romagnolo. Nel 2025 sono stati analizzati 140 campioni, confermando l’assenza di microcistine nei campioni esaminati.

La qualità dell’acqua prodotta dagli impianti

L’acqua prodotta dagli impianti di potabilizzazione di Romagna Acque presenta caratteristiche qualitative elevate e valori ampiamente conformi ai requisiti previsti dal Decreto Legislativo 18/2023 per le acque destinate al consumo umano.

I principali parametri chimico-fisici rilevati nel 2025 negli impianti di Capaccio, Standiana e Bassette confermano la qualità dell’acqua prodotta, con valori generalmente contenuti per conducibilità, durezza, sodio, nitrati, nitriti, cloruri e manganese. In particolare, il residuo fisso a 180 °C si colloca, nella maggior parte dei casi, entro l’intervallo tipico delle acque oligominerali, ossia delle acque con residuo fisso compreso tra 50 e 500 mg/L.

Il confronto con i valori minimi e massimi rilevati in alcune acque minerali in commercio consente di offrire un riferimento immediato e comprensibile al lettore, pur considerando che l’acqua prodotta da Romagna Acque è sottoposta alla disciplina specifica delle acque destinate al consumo umano e non alla normativa delle acque minerali naturali.

Nel complesso, i dati confermano che l’acqua prodotta dagli impianti di Romagna Acque è caratterizzata da una buona qualità chimico-fisica, da livelli contenuti dei principali composti indesiderati e da valori compatibili con un’acqua a moderata mineralizzazione. La variabilità osservata tra i tre impianti riflette le differenti caratteristiche delle fonti di approvvigionamento e dei processi di trattamento, senza evidenziare criticità rispetto ai limiti normativi applicabili.

Il confronto con i valori minimi e massimi rilevati in alcune acque minerali in commercio consente di offrire un riferimento immediato e comprensibile al lettore, pur considerando che l’acqua prodotta da Romagna Acque è sottoposta alla disciplina specifica delle acque destinate al consumo umano e non alla normativa delle acque minerali naturali.

Nel complesso, i dati confermano che l’acqua prodotta dagli impianti di Romagna Acque è caratterizzata da una buona qualità chimico-fisica, da livelli contenuti dei principali composti indesiderati e da valori compatibili con un’acqua a moderata mineralizzazione. La variabilità osservata tra i tre impianti riflette le differenti caratteristiche delle fonti di approvvigionamento e dei processi di trattamento, senza evidenziare criticità rispetto ai limiti normativi applicabili.

La qualità dell’acqua in diretta

Romagna Acque rende disponibili sul proprio sito internet i dati aggiornati sulla qualità dell’acqua consegnata al Gestore del Servizio Idrico Integrato. Attraverso una mappa georeferenziata del territorio romagnolo è possibile consultare, per ciascun punto di consegna, la media semestrale delle principali analisi chimiche e microbiologiche effettuate dal laboratorio aziendale.

I punti di consegna sono i punti fisici nei quali Romagna Acque cede l’acqua già potabilizzata a Hera, gestore del Servizio Idrico Integrato, che provvede successivamente alla distribuzione fino all’utente finale.

La pubblicazione di questi dati rappresenta uno strumento di trasparenza verso cittadini, istituzioni e stakeholder, consentendo di verificare in modo diretto le caratteristiche dell’acqua fornita nei diversi territori serviti.

I dati sono consultabili sul sito aziendale nella sezione dedicata:
https://www.romagnacque.it/acqua/analisi-e-controlli-la-qualita-dellacqua/dati-qualita-dellacqua/

Confronto fra i valori medi, minimi e massimi dell’acqua prodotta nelle tre province nel 2025

Il confronto tra i valori medi, minimi e massimi rilevati nel 2025 consente di evidenziare le principali caratteristiche qualitative dell’acqua consegnata nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini.

I dati sono elaborati sulla base delle analisi effettuate presso i punti di consegna presenti in ciascun territorio provinciale e restituiscono un quadro sintetico, ma rappresentativo, della qualità dell’acqua fornita.

Nel complesso, i valori rilevati confermano la conformità dell’acqua ai requisiti previsti dalla normativa vigente e mostrano caratteristiche chimico-fisiche coerenti con la diversa origine delle risorse idriche e con i differenti sistemi di approvvigionamento e trattamento presenti nei tre ambiti territoriali.

Le variazioni osservate tra valori minimi e massimi dipendono dalla naturale diversità delle fonti, dalle caratteristiche geologiche dei territori serviti e dalle condizioni operative dei sistemi di produzione e consegna. In particolare, parametri come conducibilità, durezza, residuo fisso, calcio, cloruri e sodio possono variare in funzione della composizione minerale delle acque trattate, senza che ciò rappresenti una criticità qualitativa.

La lettura congiunta dei dati consente quindi di valorizzare sia la stabilità dei parametri medi, sia la capacità del sistema di garantire acqua conforme e controllata nei diversi punti di consegna della rete romagnola.

Il confronto tra le tre province evidenzia alcune differenze nelle caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua consegnata. La provincia di Forlì-Cesena presenta mediamente valori più elevati di conducibilità, durezza e residuo fisso, coerenti con una maggiore mineralizzazione dell’acqua distribuita in alcuni punti del territorio. La provincia di Ravenna mostra valori mediamente più contenuti per diversi parametri, mentre la provincia di Rimini evidenzia valori intermedi, con una maggiore presenza media di sodio, cloruri e calcio rispetto agli altri ambiti.

La tabella consente quindi di rappresentare in modo trasparente la qualità dell’acqua consegnata, rendendo disponibili sia i valori medi sia l’intervallo di variabilità osservato nel corso dell’anno.

Il monitoraggio degli antiparassitari

L’utilizzo di acque superficiali come una delle principali fonti di approvvigionamento per la produzione di acqua potabile richiede un’attenzione costante alla possibile presenza di residui di prodotti fitosanitari. Tale eventualità può manifestarsi soprattutto in alcuni periodi dell’anno, in concomitanza con i trattamenti agricoli effettuati sulle colture presenti nei bacini di riferimento.

Per questo motivo Romagna Acque ha adottato un programma di monitoraggio specifico e sistematico, finalizzato a verificare l’eventuale presenza di antiparassitari nelle acque destinate alla potabilizzazione e nell’acqua prodotta dagli impianti. Il controllo viene effettuato ricercando, in ciascun campione sottoposto ad analisi completa, 106 principi attivi, individuati sulla base dell’elenco consigliato dall’ASL.

Nel 2025 sono stati analizzati complessivamente 336 campioni: di questi, 252 sono stati sottoposti al pacchetto completo per la ricerca degli antiparassitari, per un totale di oltre 26.000 principi attivi analizzati, mentre 84 campioni sono stati analizzati con il pacchetto specifico dedicato ad AMPA e glifosato.

Particolare attenzione è riservata al glifosato, erbicida ampiamente utilizzato e oggetto, negli ultimi anni, di un intenso dibattito scientifico, regolatorio e mediatico. Pur in un quadro normativo che ne disciplina l’impiego e i limiti di presenza nelle acque, Romagna Acque ha scelto di inserirne stabilmente il monitoraggio, insieme al suo principale metabolita AMPA, all’interno del proprio piano di controllo.

Nel corso del 2025, le analisi effettuate sull’acqua in uscita dagli impianti di potabilizzazione hanno evidenziato per il glifosato valori sempre inferiori a 0,010 µg/L, corrispondenti al limite di rilevabilità strumentale. Tale risultato conferma l’efficacia del sistema di controllo e trattamento adottato e contribuisce a documentare la buona qualità dell’acqua distribuita.

Il monitoraggio degli antiparassitari rappresenta quindi un presidio preventivo fondamentale: consente di intercettare eventuali variazioni nella qualità delle fonti di approvvigionamento, verificare l’efficacia dei processi di potabilizzazione e garantire la conformità dell’acqua prodotta ai requisiti previsti dalla normativa vigente.

Il monitoraggio dei metalli

Tra le sostanze che possono essere naturalmente presenti nelle acque vi sono anche i metalli, derivanti principalmente dal contatto della risorsa idrica con i suoli e le formazioni geologiche attraversate. La loro presenza può infatti dipendere dalla composizione mineralogica delle rocce, dai processi naturali di dissoluzione e dilavamento e dalle caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua.

Accanto alle fonti naturali, possono contribuire alla presenza di metalli anche apporti di origine antropica, legati ad esempio all’uso di fertilizzanti, ad attività produttive, al traffico veicolare, alle deposizioni atmosferiche o al dilavamento dei suoli. Per questo motivo il monitoraggio dei metalli rappresenta un presidio importante sia per la verifica della qualità delle fonti di approvvigionamento sia per il controllo dell’acqua destinata al consumo umano.

Nel 2025 i laboratori di Romagna Acque hanno effettuato analisi su 3.410 campioni, con l’obiettivo di verificare il rispetto dei limiti previsti dal D.Lgs. 18/2023 e di individuare tempestivamente eventuali anomalie. Il programma di controllo consente di monitorare in modo sistematico i metalli di interesse sanitario e ambientale, assicurando la conformità dell’acqua prodotta e distribuita e contribuendo alla tutela della salute dei cittadini.

Questa attività si inserisce nel più ampio sistema di sorveglianza della qualità dell’acqua adottato da Romagna Acque, che integra controlli sulle fonti, sui processi di trattamento e sui punti di consegna, garantendo un presidio continuo lungo l’intera filiera idropotabile.

L’accreditamento multisito dei laboratori di Romagna Acque

I laboratori di Romagna Acque operano da diversi anni nell’ambito del sistema di gestione per la qualità certificato secondo la norma UNI EN ISO 9001:2015, che assicura il presidio organizzativo dei processi e il miglioramento continuo delle attività aziendali.

Per le attività di prova e controllo analitico, il riferimento tecnico specifico è rappresentato dalla norma internazionale UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2018, che definisce i requisiti generali per la competenza dei laboratori di prova e taratura. Tale norma non si limita a verificare l’esistenza di un sistema di gestione, ma attesta anche la competenza tecnica del personale, l’adeguatezza delle apparecchiature, la validità dei metodi analitici utilizzati, la riferibilità delle misure, la corretta gestione dei campioni e l’affidabilità dei risultati prodotti.

I laboratori di Romagna Acque costituiscono un Laboratorio multisito accreditato ACCREDIA e sono in possesso del Certificato di Accreditamento n. 01351, rilasciato in conformità alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2018. L’accreditamento riguarda le prove comprese nel campo di applicazione riconosciuto e rappresenta una garanzia ulteriore di imparzialità, competenza e affidabilità dei dati analitici.

L’accreditamento ACCREDIA attesta infatti che i laboratori operano secondo metodologie validate, procedure controllate e criteri riconosciuti a livello internazionale. Attraverso verifiche periodiche, viene valutata la conformità del sistema di gestione e delle competenze tecniche del laboratorio ai requisiti normativi applicabili e alle prescrizioni legislative obbligatorie.

Questo presidio assume un valore particolarmente rilevante nell’ambito del controllo delle acque destinate al consumo umano, poiché consente di garantire risultati accurati, ripetibili e confrontabili, a supporto delle decisioni operative, della verifica della conformità normativa e della trasparenza verso cittadini, istituzioni e stakeholder.

L’accreditamento multisito rappresenta quindi uno degli elementi qualificanti del Servizio Laboratorio, Ricerca e Sviluppo di Romagna Acque: non solo conferma l’elevato livello tecnico delle attività svolte, ma contribuisce al miglioramento continuo del sistema di controllo della qualità dell’acqua lungo l’intera filiera idropotabile.

¹ Numero di campioni complessivo giunti in laboratorio nel corso del 2023, compresi, oltre le acque da destinarsi e de-stinate al consumo umano, anche i controlli sugli scarichi, i reagenti di processo, le autocisterne, ecc.

CAPACCIO 2025 Limiti di legge

D.Lgs.18/2023

Acque minerali*

(min-max)

MEDIA MIN MAX
pH 6,5 – 9,5 5,8 – 8,4 7,8 7,6 8,1
Conducibilità a 20 °C (µS/cm) 2.500 n.d. 332 312 350
Durezza totale (°F) 1 – 77 18,8 16,3 20,2
Residuo fisso a 180° (mg/L) 21,4 – 955 232 219 244
Ammonio (mg/L) 0,5 n.d. < 0,05 < 0,05 < 0,05
Sodio (mg/L) 200 0,2 – 47,9 6,9 5,4 9,8
Nitrati (mg/L) 50 n.d. 1,1 < 1,0 2,1
Nitriti (mg/L) 0,1 n.d. < 0,04 < 0,04 < 0,04
Cloruri (mg/L) 250 0,3 – 78,7 9,0 7,4 13,1
Calcio (mg/L) 1,4 – 287 56,5 48,2 60,8
Manganese (µg/L) 50 n.d. < 5,0 < 5,0 20,7

Fonte: Servizio Laboratorio, Ricerca e Sviluppo

STANDIANA 2025 Limiti di legge

D.Lgs.18/2023

Acque minerali*

(min-max)

MEDIA MIN MAX
pH 6,5 – 9,5 5,8 – 8,4 7,8 7,0 8,6
Conducibilità a 20 °C (µS/cm) 2.500 n.d. 451 315 722
Durezza totale (°F) 1 – 77 20,2 14,6 38,4
Residuo fisso a 180° (mg/L) 21,4 – 955 313 222 506
Ammonio (mg/L) 0,5 n.d. < 0,05 < 0,05 0,2
Sodio (mg/L) 200 0,2 – 47,9 23,9 10,7 53,4
Nitrati (mg/L) 50 n.d. 7,6 1,6 18,5
Nitriti (mg/L) 0,1 n.d. < 0,04 < 0,04 0,10
Cloruri (mg/L) 250 0,3 – 78,7 38,3 17,0 71,4
Calcio (mg/L) 1,4 – 287 56,2 42,2 95,4
Manganese (µg/L) 50 n.d. < 5,0 < 5,0 16,0

Fonte: Servizio Laboratorio, Ricerca e Sviluppo

BASSETTE 2025 Limiti di legge

D.Lgs.18/2023

Acque minerali*

(min-max)

MEDIA MIN MAX
pH 6,5 – 9,5 5,8 – 8,4 7,8 7,7 7,9
Conducibilità a 20 °C (µS/cm) 2500 n.d. 569 404 713
Durezza totale (°F) 1-77 24,8 18,3 34,4
Residuo fisso a 180° (mg/L) 21,4-955 937 282 499
Ammonio (mg/L) 0,5 n.d. <0,05 <0,05 <0,05
Sodio (mg/L) 200 0,2-49.9 31,6 20,0 41,7
Nitrati (mg/L) 50 n.d. 6,5 2,0 14,3
Nitriti (mg/L) 0,1 n.d. <0,04 <0,04 <0,04
Cloruri (mg/L) 250 0,3-78,7 42,5 24,4 56,6
Calcio (mg/L) 1,4-287 69,8 54,6 93,7
Manganese (µg/L) 50 n.d. <5,0 <5,0 14,1

Fonte: Servizio Laboratorio, Ricerca e Sviluppo

All’interno del sito di Romagna Acque è possibile visualizzare in tempo reale le ultime analisi chimiche e microbiologiche prodotte dal laboratorio in tutti i punti di consegna (punti in cui Romagna Acque “consegna” l’acqua ad Hera, il Gestore del Servizio Idrico) georeferenziati, presenti sul territorio romagnolo, nonché accedere allo storico di tutte le analisi eseguite sul medesimo punto di campionamento, a partire dal 2012 in poi.

Confronto fra i valori medi, minimi e massimi dell’acqua prodotta nelle tre province nel 2025

 

Forlì-Cesena

Ravenna

Rimini

 

Media Min Max Media Min Max Media Min

Max

pH

7,7

7,0 8,3 7,5 7,0 8,0 7,6 7,0

8,2

Conducibilità a 20 °C (µS/cm)

824

147 1.500 523 322 724 690 289

1.090

Durezza totale (°F)

29,0

1,3 56,6 25,3 16,4 24,2 26,7 23,0

30,4

Residuo fisso a 180° (mg/L)

572

144 1.000 366 225 506 464 202 727
Ammonio (mg/L) 0,07 < 0,05 0,20 < 0,05 < 0,05 < 0,05 0,07 < 0,05 0,18
Sodio (mg/L) 33,3 3,9 62,6 24,6 5,7 43,5 40,2 5,7 74,7
Nitrati (mg/L) 15,2 < 1,0 30,5 7,7 1,1 14,3 14,1 < 1,0 28,2
Nitriti (mg/L) 0,04 < 0,04 0,07 < 0,04 < 0,04 < 0,04 0,04 < 0,04 < 0,05
Cloruri (mg/L) 39,3 < 5,0 78,3 35,8 8,6 63,0 57,7 < 5,0 115,5
Calcio (mg/L) 87,5 24,2 150,8 71,1 45,4 96,9 91,4 54,1 128,8
Manganese (µg/L) 9,4 < 5,0 19,9 8,2 < 5,0 16,2 8,6 < 5,0 17,3

Fonte: Servizio Controllo Qualità dell’Acqua

 

Il confronto fra i valori medi evidenzia le caratteristiche delle tre province. I valori riportati sono ricavati come valore medio, minimo e massimo rilevati nel 2025 nei punti di prelievo più rappresentativi per qualità e quantità erogata per ogni provincia.

Il monitoraggio degli antiparassitari

L’utilizzo di acqua superficiale quale principale fonte di approvvigionamento per la produzione di acqua potabile comporta necessariamente il dover fare i conti con la possibilità, soprattutto in alcuni periodi dell’anno in cui il trattamento delle colture agricole richiede l’impiego di prodotti fitosanitari, di rilevare residui di antiparassitari. Per questo motivo i laboratori di Romagna Acque hanno adottato un rigoroso programma di monitoraggio volto a controllarne la presenza: in ogni campione di acqua, infatti, si ricercano ben 106 principi attivi, secondo l’elenco consigliato dall’ASL. Nel 2024 sono stati eseguiti complessivamente 314 campioni di questi 251 con pacchetto antiparassitari totali per un totale di quasi 26.600 principi attivi analizzati e 63 Campioni con il solo pacchetto AMPA e Glifosato.

Tra gli erbicidi maggiormente impiegati, il glifosato è sicuramente quello più famoso per l’ampio spazio che buona parte della stampa, riviste scientifiche e non, gli ha dedicato. Nonostante a maggio 2016 una riunione congiunta di esperti della Organizzazione mondiale della sanità e della FAO sui residui di pesticidi (JMPR) abbia concluso che “è improbabile che il glifosato comporti un rischio cancerogeno per gli uomini come conseguenza della esposizione attraverso la dieta”, i Laboratori di Romagna Acque hanno volutamente inserito il controllo del glifosato riscontrando sempre, in uscita dagli impianti di potabilizzazione, risultati inferiore a < 0,010 µg/L, cioè inferiore al limite di rilevabilità strumentale, a conferma della buona qualità dell’acqua distribuita.

Il monitoraggio dei metalli

Tra le sostanze che si trovano disciolte nell’acqua e che sono naturalmente presenti nel terreno con cui l’acqua viene a contatto, ci sono i metalli. Alcuni di loro, con peso atomico superiore a 55, sono chiamati “metalli pesanti” e la loro presenza in termini di apporti naturali può derivare dalla disgregazione del materiale originario del suolo (rocce), mentre gli apporti antropici sono principalmente legati all’uso di fertilizzanti chimici, o derivanti dal fall out atmosferico dovuto a vari fonti (emissioni auto, emissioni industriali).

Anche in questo caso i laboratori di Romagna Acque hanno voluto scongiurare il superamento dei limiti normativi previsti dal D.Lgs. 18/2023 attraverso l’analisi di 3.144 campioni.

Il controllo dello stato trofico

Un’efficace tutela dell’ambiente e in particolare delle risorse idriche è tra i principali obiettivi che Romagna Acque intende perseguire e difendere nel tempo. Per questo motivo la Società ha affidato il controllo dello stato trofico dell’invaso di Ridracoli al Centro Ricerche Marine di Cesenatico, laboratorio nazionale di riferimento per le biotossine marine della Comunità Europea.

Questi controlli sono poi stati estesi anche alle fonti di approvvigionamento dell’impianto di potabilizzazione di Ravenna Bassette, ovvero alle acque provenienti dal fiume Lamone, dal fiume Reno e dal Canale Emiliano Romagnolo.

Il monitoraggio delle microcistine

L’eutrofizzazione delle acque, correlabile direttamente o indirettamente ai cambiamenti climatici sullo stato del corpo idrico e sullo sviluppo delle popolazioni fitoplanctoniche, ha in qualche modo favorito lo sviluppo e la proliferazione di organismi fotosintetici ubiquitari: i cianobatteri. Molte specie di cianobatteri, colonizzatori degli ecosistemi acquatici, producono come metaboliti secondari una grande varietà di tossine (cianotossine) potenzialmente pericolose per la salute.

Al fine di scongiurarne la presenza, sono stati analizzati ben 169 campioni su cui i laboratori del Centro Ricerche Marine di Cesenatico hanno ricercato le microcistine ed i relativi congeneri confermandone l’assenza.

L’Accreditamento multisito dei laboratori di Romagna Acque

I laboratori di Romagna Acque sono certificati in conformità alle norme UNI EN ISO 9001:2008 già da diversi anni. Tuttavia è la norma internazionale ISO/IEC 17025 che definisce i requisiti che un laboratorio deve soddisfare per dimostrare la competenza tecnica del suo personale e la disponibilità di tutte le risorse tecniche, tali da garantire dati e risultati accurati e affidabili.

Per questo motivo i laboratori di Romagna Acque, che costituiscono un Laboratorio multisito accreditato ACCREDIA, hanno acquisito il certificato di Accreditamento n. 01351 in conformità alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2018.

L’accreditamento ACCREDIA garantisce infatti l’utilizzo di metodologie operative e quindi la competenza dei Laboratori nell’attività analitica. L’accreditamento attesta il livello di qualità del lavoro di un Laboratorio, verificando la conformità del suo sistema di gestione e delle sue competenze a requisiti normativi internazionalmente riconosciuti, nonché alle prescrizioni legislative obbligatorie.

Accredia – Elenco laboratori accreditati

Certificato di accreditamento

Dichiarazione di imparzialità

Elenco prove sede A

Elenco prove sede B

Condizioni di servizio

Politica della Qualità