I vertici di Romagna Acque – il presidente Fabrizio Landi e la vicepresidente Stefania Sabba – accompagnati da dirigenti del Gruppo Hera e dall’assessora all’Ambiente del Comune di Rimini, Anna Montini, hanno fatto il punto sulla situazione del PSBO (Piano di Salvaguardia della Balneazione Ottimizzato) visitando anche le opere realizzate.
Il PSBO è il più grande progetto di depurazione e risanamento idrico in Italia, nato con molteplici obiettivi: eliminare i divieti di balneazione lungo tutta la costa, proteggere la città dagli allagamenti durante i forti temporali grazie a grandi vasche di accumulo sotterranee (come Piazzale Kennedy), migliorare complessivamente la qualità della costa, con evidenti vantaggi anche per il turismo. Non a caso, ha avuto un prestigioso riconoscimento: è stato segnalato dall’ONU come modello di riferimento per lo sviluppo sostenibile e la tutela degli ecosistemi marini (Obiettivo 14 dell’Agenda 2030).
Il progetto comprende 45 km di nuove condotte fognarie e la riqualificazione di 11 scarichi a mare. Romagna Acque ha contribuito alla sua realizzazione sia in termini finanziari (l’opera complessivamente è costata circa 290 milioni di euro) che a livello progettuale, in sinergia con Comune di Rimini, Gruppo Hera e Amir.
E proprio questa costante collaborazione fra enti è stata al centro dell’incontro riminese: “L’ottima sinergia fra enti e istituzioni, in primis Comune di Rimini, Hera, Romagna Acque ed Atersir, che ha caratterizzato la realizzazione di un’opera così rilevante ed epocale, è alla base di un ulteriore intervento – su uno stralcio del quale il Consorzio di Bonifica della Romagna sta già lavorando – riguardo alla possibilità di usare le acque in uscita dal depuratore a fini irrigui”, ha detto l’assessora Montini.
“Questa è un’opera epocale, che testimonia lo sviluppo di un nuovo paradigma nella gestione della depurazione, con grande attenzione al territorio e comunità – le fa eco il presidente di Romagna Acque, Fabrizio Landi -. Anche se in questo caso parliamo di un uso dell’acqua diverso da quello idropotabile, la nostra attenzione è massima, così come la nostra presenza all’interno delle cabine di regia che si occupano in generale della risorsa idrica”.